Storia degli Effetti Speciali – Le Origini

By on 3-06-2012 in Storia

Storia degli Effetti Speciali – Le Origini

Il primato francese di Georges Melies

Se ancora oggi una delle parole chiave negli effetti speciali, matte, è francese lo si deve al padre indiscusso degli effetti visivi: Georges Melies. In questa prima parte della Storia degli Effetti Speciali cinematografici vediamo come tutto ha avuto inizio e i concetti essenziali dei visual effects.

Storia degli effetti speciali cinematografici

Un incidente fortunato

Il primo effetto speciale cinematografico viene tradizionalmente attribuito a Georges Melies come frutto di un incidente tecnico. Durante la ripresa di un calesse fermo ad un incrocio, la macchina da presa si sarebbe inceppata. Dopo averla sbloccata Melies avrebbe ripreso a girare la scena, che nel frattempo era cambiata. Al posto del calesse si trovava un carro. Proiettando il film, Melies avrebbe assistito alla improvvisa trasformazione del calesse in un carro.

Melies non fu il primo a sperimentare un simile problema, o a sfruttarlo a fini creativi, ma fu il primo ad intuirne le potenzialità artistiche ed espressive. Quello che altri avrebbero considerato un errore, uno spreco di pellicola, o un “trucco” fu il primo passo verso la creazione di interi film fantastici da parte di Melies.

Il background di Melies e le origini del cinema fantastico

A questo proposito va detto che Melies, uomo di spettacolo e prestigiatore, conosceva già le tecniche base dei trucchi di scena teatrali, solitamente basati su fondali neri, specchi semitrasparenti e botole. Eppure non aveva avuto l’idea di trasporli su pellicola perchè il cinema era fondamentalmente un mezzo per riprodurre la realtà.

L’incidente del calesse mostra a Melies qualcosa che è assolutamente incredibile ed al tempo stesso può essere vista e creduta. Requisiti base di tutti gli effetti speciali.

In pochi anni il cinema fantastico, grazie a Melies, “scopre” la maggior parte delle tecniche che rimarranno in auge fino alla fine degli anni ottanta. Dalla doppia esposizione (in La caverne maudite del 1898) ai mascherini, allo split screen, fino ai fondali dipinti (in particolar modo nel più famoso film di Melies, “Dalla Terra alla Luna”).

Effetti speciali e effetti visuali

Il video che segue, del 1904, mostra come Melies avesse già completamente compreso quando adoperare un taglio secco (nella prima trasformazione della carta da gioco) e quando ricorrere agli effetti visivi (la dissolvenza incrociata della carta data alle fiamme). Questa stessa differenza rimarrà nel cinema fino alla introduzione delle tecnologie digitali che renderanno superflua la distinzione tra effetto speciale (ottenuto con tecniche non fotografiche) e effetto visivo (ottenuto attraverso la manipolazione fotografica della pellicola).

Melies nel 1904 fonde cinema e illusionismo (Les cartes vivantes). In effetti, se ancora oggi si parla di Travelling Matte o Matte Painting, con un curioso mix tra termini inglesi come travelling e painting e il francese Matte di Maschera, lo si deve proprio alle origini francesi degli effetti speciali.

Le tre aree degli effetti speciali (tutte originariamente create da Melies)

Melies ha anche il merito di avere per primo suddiviso (anche se non formalmente) gli effetti speciali in tre categorie, o tecniche, che sono tuttora utilizzate e in oltre 110 anni non hanno subito cambiamenti se non dal punto di vista degli strumenti adoperati. Queste categorie sono:

  • Gli effetti ottici
  • Gli effetti meccanici
  • Gli effetti di trucco

Alla prima categoria appartengono gli effetti propri del cinema e della fotografia. Quelli cioè che intervengono sulle immagini durante o dopo la ripresa ma che non sarebbero visibili agli occhi di un essere umano che si trovasse sul set.

La definizione di effetti ottici è caduta in disuso negli anni ottanta per essere sostituita da quella di “Effetti Visuali” che lascia spazio alla manipolazione digitale dell’immagine, non più limitata nemmeno dalle leggi della fisica ottica.

Alla seconda categoria appartengono gli effetti speciali fisici, come esplosioni, spari, case che crollano e vetri che vanno in pezzi. Questi effetti avvengono realmente sul set e negli anni settanta erano considerati l’unica via per dare credibilità a quanto ripreso.

Gli effetti di trucco sono quelli relativi al make-up applicato su attori o manichini, e spesso si confondono con la categoria precedente poichè vengono effettivamente ripresi sul set adoperando sistemi meccanici. La distinzione fu fermamente voluta da Rick Baker ed altri maestri del Make Up per poter concorrere all’Oscar come tecnici degli effetti speciali e non come truccatori.

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