Cosa è il chroma key: green e blue screen

By on 6-29-2010 in Tecniche

Cosa è il chroma key: green e blue screen

A cosa serve il chroma key

Il fondale di colore uniforme serve a separare un attore o un oggetto dallo sfondo in modo automatico, fotogramma dopo fotogramma. In questo modo, è possibile aggiungere elementi alla scena, o porre l’attore in un ambiente diverso.

Questo procedimento si chiama chroma key, o in italiano, chiave o foratura. Più raramente si usa ancora il vecchio termine “Truka”, che si riferisce al sistema di stampa ottica basato su pellicola.

Oggi, il chroma key viene effettuato sempre in digitale, e anche le applicazioni più semplici, come i software di montaggio, dispongono di un effetto, o filtro, per fare chroma key. I risultati non sono però quelli perfetti -o quasi- che si ottengono con software professionali, perchè fare un chroma key perfetto è ancora oggi un lavoro che richiede conoscenze e capacità da esperti.

Per essere più chiari, una foratura approssimativa può essere ottenuta da chiunque, e praticamente con un solo click. Si seleziona un punto dell’immagine che contiene lo sfondo del colore che si vuole rimuovere, e il software fa il resto creando la cosidetta Maschera, o Matte. I problemi nascono quando si vuole una foratura esatta, che rispetti i contorni precisi del soggetto, senza seghettature o lacune. Oppure, quando si vuole forare dettagli molto sottili, come i capelli, o semi trasparenti, come un’ombra o un vetro.

In tutti questi casi è necessario fare un numero maggiore di operazioni, manipolando le immagini prima della foratura per rimuovere disturbi e difetti dovuti alla compressione digitale. Anche la foratura deve di solito essere effettuata per gradi, creando più maschere diverse in base al contenuto della scena.

Le Matte essenziali sono almeno tre

A qualsiasi livello di produzione, anche solo televisiva, è pratica comune realizzare almeno tre Matte:

  • La Garbage Matte letteralmente “maschera della spazzatura”, che comprende tutto quello che è esterno all’attore. Questa maschera non deve essere precisa e viene di solito creata con il procedimento del rotoscoping.
  • La Matte Densa che è una maschera dell’attore molto solida, di dimensioni leggermente inferiori alla sagoma dell’attore. Ad esempio, la maschera densa non include i capelli e spesso nemmeno le dita o qualsiasi altro piccolo dettaglio che possa richiedere un lavoro più preciso. Serve solo a creare una maschera solida nelle aree che sono sicuramente, e totalmente, solide.
  • La Matte dei Dettagli questa può essere considerata l’opposto della maschera densa, e può presentare buchi al suo interno, o aree non del tutto solide, pur di creare un contorno morbido e nitidio sui dettagli più complessi da forare, come appunto i capelli.

Queste tre maschere vengono composte tra loro in modo da escludere progressivamente gli elementi, e producono una maschera finale, ragionevolmente accurata. In realtà spesso si realizzano molte maschere dei dettagli differenti. Questo perchè diverse zone dell’immagine hanno bisogno di parametri diversi di foratura.

Un buon esempio può essere un’attrice con i capelli lunghi, e un abito ampio, leggermente trasparente. La maschera dei dettagli per i capelli sarà diversa da quella per le maniche dell’abito. Creando separatamente queste maschere, diventa possibile ottenere una foratura esatta.

Il problema dello Spill

Lo Spill è il fenomeno per cui la luce presente sul set e che illumina il fondale si riflette in parte sugli attori e sugli oggetti, tingendoli con il colore dello sfondo. Questa tinta, chiamata contaminazione, spesso non è visibile a occhio nudo perchè la nostra mente è particolarmente abile nel compensare i colori e modificare quello che vediamo in base a ciò che dovremmo vedere.

Naturalmente i metodi matematici usati dal software per effettuare la foratura non hanno la stessa abilità, per cui è facile che una porzione dell’attore venga forata per errore. Per evitarlo, vengono adoperate tecniche di de-spill. In pratica, se la parte dell’immagine presa in esame non è del tutto verde o blu, viene ridotta in proporzione la colorazione del verde o del blu.

Questo però ha l’effetto collaterale di cambiare i colori dell’immagine, come possiamo vedere in questi esempi. I capelli biondi dell’attrice, una volta sottratto il verde dello sfondo, diventano di un rosso castano (il giallo contiene molto verde).

Ripresa originale (fondale professionale Chromatte)

La ripresa originale in green screen, nota le tinte verdi sulla camicia

Foratura ottenuta con il Keylight di After Effects

Chroma key con Keylight di After Effects, nota i capelli dell'attrice che diventano castani

Eliminazione dello spill verde fatta a mano

Un chroma key competente: niente spill, e non cambiano i colori dei capelli

Questi sono i risultati standard ottenuti con la plugin KeyLight, una delle più accreditate nella produzione cinematografica, presente in After Effects, Shake e Nuke. Non si tratta di una limitazione del software, ma di un utilizzo improprio da parte dell’utente. In effetti, è necessaria una fase di correzione del colore separata, indipendente dalla foratura, per ottenere un risultato professionale.

Quella che segue, è la stessa immagine, ma dopo un lavoro professionale di foratura. Il risultato parla da solo. È importante sapere che nel campo degli effetti speciali, il software non è che uno strumento, e solo conoscendolo a fondo, e mettendo insieme diverse capacità è possibile ottenere i risultati sperati: quelli precisi e ineccepibili che siamo abituati a vedere al cinema.

One Comment

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